“Apprendiamo con soddisfazione che la Cassazione ha rigettato l’eccezione di costituzionalità sollevata dai datori di lavoro della confezione Giulio, condannati per sfruttamento lavorativo – dichiara Massimiliano Brezzo, segretario della Filctem-Cgil –. La Suprema Corte ha detto chiaramente che la legge elenca gli indici di sfruttamento, e che la presenza di uno solo di essi integra il reato e, di conseguenza, la condanna e la pena”
“Ricordiamo – continua Brezzo – che tali indici sono quattro: retribuzioni basse, orari allungati senza diritto al riposo, violazioni della sicurezza e condizioni di lavoro o di alloggio degradanti. Quando non tutti e quattro, almeno tre di questi indici sono presenti in migliaia di aziende nel nostro territorio. Quindi ci sono migliaia di sfruttatori che, ogni mattina, commettono questo reato impunemente, a danno di persone in stato di bisogno”.
“La sentenza della Cassazione – prosegue il sindacalista – è un bel deterrente ma la scarsa possibilità di essere processati è un incentivo ancora maggiore”. E aggiunge: “Noi continuiamo a faci sempre le sesse domande: per chi lavorava la confezione Giulio? Chi c’è dietro lo sfruttamento di chi lavorava lì? Perché si continua a garantire il guadagno della committenza non applicando la legge, che prevede di addossarle tutto il costo delle retribuzioni e delle contribuzioni non pagate dai terzisti?
La conclusione di Brezzo: “Chi sfrutta deve andare in galera. Ma finché far sfruttare da altri vorrà dire arricchirsi, la galera non farà paura a nessuno”.





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