Sciopero nazionale. Pancini: “Non si può condannare il Paese ad anni di austerità. Non si possono condannare i territori ad anni di mancata crescita”.

Sciopero nazionale. Pancini: “Non si può condannare il Paese ad anni di austerità. Non si possono condannare i territori ad anni di mancata crescita”.

«La manovra va cambiata, non possiamo condannare il nostro Paese e i lavoratori, come invece fa il governo, ad altri lunghi anni di austerità». Sono racchiuse in queste parole, pronunciate dal segretario generale della Camera del Lavoro di Prato Lorenzo Pancini, il senso e le ragioni dello sciopero generale nazionale indetto da Cgil e Uil per venerdì 29 novembre.

La partenza dei bus per Firenze, dove è fissata la manifestazione ragionale, in piazza S. Maria Novella è prevista alle 8.15 da piazza Falcone e Borsellino. «E’ una grande mobilitazione – continua ancora Pancini – e dobbiamo essere in tanti, per far arrivare la nostra forte voce al governo. E’ una questione che riguarda tutti i territori, anche Prato: se non c’è sviluppo, crescono i problemi pure per il distretto. Con salari bassi, salute poco tutelata, fisco ingiusto e tutto sulle spalle dei dipendenti, è complicato pensare di attivare percorsi di crescita. E’ complicato pensarlo per l’Italia, per i territori che la compongono, per l’industria e i suoi settori».

«Si può e si deve invertire la tendenza – prosegue il segretario generale della Camera del Lavoro –. Con lo sciopero di venerdì Cgil e Uil hanno indicato la strada: finanziare la sanità con uno straordinario stanziamento di risorse, rinnovare i contratti pubblici e privati per aumentare il potere d’acquisto dei lavoratori, rivalutare pienamente le pensioni, contrastare e ridurre la precarietà, ritirare il decreto legge sicurezza, prendere i soldi là dove sono, da extraprofitti, rendite, evasione, grandi ricchezze. Tutte politiche possibili per contrastare la deriva del Paese verso un inesorabile declino».