La Cgil di Prato a fianco del milione di lavoratori della logistica, trasporto merci e spedizioni che lunedì 29 e martedì 30 marzo scioperano per il rinnovo del contratto di lavoro, scaduto da 14 mesi. L’astensione nazionale, proclamata unitariamente dai sindacati confederali di categoria, Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, si articolerà anche in una serie di presidi, ad uno dei quali, lunedì 29, dalle ore 8 alle 9, davanti all’ingresso dell’Interporto della Toscana Centrale di via di Gonfienti 4 (lato viale Leonardo Da Vinci), aderisce la Camera del Lavoro di Prato.
«Eroi della pandemia, ma evidentemente non quando si tratta di garantire migliori condizioni di lavoro – afferma in una dichiarazione di sostegno il segretario generale della Cgil di Prato Lorenzo Pancini –. Anche nel caso della logistica e del trasporto merci i lavoratori si trovano di fronte ad associazioni datoriali che puntano a rendere più precari i rapporti di lavoro e ad abbassare il livello dei redditi. Un atteggiamento inaccettabile».
Le trattative sono riprese nel 2021 ma dopo oltre due mesi, denunciano i sindacati di categoria, “si deve scioperare contro le inique richieste datoriali”, tra cui la precarizzazione del mercato del lavoro, l’abolizione degli scatti di anzianità, la riduzione delle giornate di ferie e dei permessi retribuiti, l’abolizione del pagamento delle festività, l’eliminazione della clausola sociale in caso di cambio d’appalto, maggiore flessibilità, la regolamentazione del diritto di sciopero, pochi soldi in busta paga.
“Vergognose richieste” le hanno bollate in un volantino le segreterie toscane di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, le tre sigle sindacali che hanno indetto lo stato d’agitazione nazionale, per “scioperare – come recita un loro comunicato – contro le inique proposte datoriali. E’ la prima delle azioni di contrasto a questa miopia e irresponsabilità della rappresentanza imprenditoriale del nostro Paese”.





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