“Che riprendano le attività, che avvengano le riaperture, è un bene, ma come al solito non c’è alcuna considerazione per i lavoratori, per chi non si è mai fermato come a Parco Prato, dove l’orario è stato subito prolungato alle 21. E’ inaccettabile”.
La denuncia è della Filcams Cgil Prato, la riapertura anche nei weekend dei centri commerciali “non dovrebbe comportare – è scritto nella nota del sindacato – un aggravio per i lavoratori, per coloro che, in tutti questi mesi di pandemia, non si sono mai fermati. Ed invece accade il contrario: da domani, sabato, a Parco Prato, la direzione, senza alcuna considerazione per i lavoratori e senza un minimo di relazioni sindacali, ha optato per estendere l’orario fino al suo limite massimo. E’ mai possibile che in questo benedetto Paese si ascoltino le ragioni di tutti, ma non si tenga mai nel debito conto di chi deve prestare la propria opera, e lo ha fatto, come nel caso di Parco Prato, senza interruzioni, con turni talvolta pesanti, e col rischio sempre molto elevato di contagio. Senza considerare, la sottolineatura è quasi superflua, che un cambio così repentino d’orario ha un forte impatto sulle condizioni di vita dei lavoratori, e delle loro famiglie”.
“Si discute molto, giustamente delle ragioni dell’economia – continua la nota della Filcams Cgil – e di categorie che sono state colpite dalle chiusure a causa dell’epidemia. Ma a parte il fatto che delle cosiddette “ragioni dell’economia” fanno parte integrante, e non secondaria, le ragioni dei lavoratori, non è certo il caso di Parco Prato, dove di tutto si può parlare tranne che di chiusure. Ancora una volta il tutto avviene sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori. Ancora una volta non c’è attenzione alle loro reali condizioni, ma esclusivamente agli interessi degli operatori di Parco Prato che, nella maggioranza dei casi, non hanno subito danni con la pandemia, se non hanno incrementato i loro volumi commerciali”.





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