Referendum autonomia differenziata. Nasce anche a Prato il comitato per il “no” alla legge Calderoli

Referendum autonomia differenziata. Nasce anche a Prato il comitato per il “no” alla legge Calderoli

Parte anche a Prato la campagna referendaria contro l’autonomia differenziata. Il comitato referendario pratese si è costituito nel pomeriggio di oggi nella sede dell’Anpi, in piazza S. Marco, presenti le associazioni (Acli, Anpi, Arci, Auser, Camera del Lavoro, Coordinamento democrazia costituzionale, Federconsumatori, Libera, Legambiente, Sunia, Uil) e i partiti (Movimento 5 Stelle, Pd, Sinistra civica ecologista, Sinistra italiana, Rifondazione comunista) che aderiscono alla campagna contro la legge sull’autonomia differenziata.

“Sì all’Italia unita, libera e giusta”, è lo slogan con la quale è stata lanciata nazionalmente la raccolta di firme, che dopo la riunione odierna inizierà anche a Prato, per arrivare al referendum e dire “no” alla legge Calderoli. Una rete vasta di associazioni e partiti, che rende bene l’idea di quanto sia diffuso e articolato lo schieramento che si oppone alla legge sull’autonomia differenziata, “che rappresenta – è scritto in una nota varata dopo l’insediamento del comitato referendario provinciale – un attacco all’unitarietà dei diritti civili e sociali fondamentali, destinata ad ampliare in maniera irreversibile le diseguaglianze e i divari esistenti”.

Anche Prato si mobilita per contribuire a raggiungere l’obiettivo di 500 mila firme per l’abolizione della legge. “E’ un impegno importante – scrivono ancora associazioni e partiti pratesi aderenti all’iniziativa referendaria –. L’autonomia differenziata è una legge che spacca l’Italia, con gravi ripercussioni per le popolazioni. Verrebbe meno l’unità del nostro Paese, la sanità pubblica e il sistema sanitario nazionale sarebbero smantellati, l’istruzione e la scuola pubblica perderebbero il loro carattere di deposito della nostra cultura con conseguente rottura dell’identità nazionale, il sistema di welfare universalistico sarebbe demolito. Un disastro democratico, a cui bisogna opporsi con nettezza e decisione”.