Poste Italiane, a Prato situazione critica. Slc Cgil denuncia carenze di personale: “Assunzioni e un nuovo modello di servizio”

Poste Italiane, a Prato situazione critica. Slc Cgil denuncia carenze di personale: “Assunzioni e un nuovo modello di servizio”

«Il primo obiettivo – dichiara Luca Degl’Innocenti, dell’esecutivo Slc Cgil Toscana, area servizi postali – è stabilizzare il personale e migliorare i servizi». Per questa ragione il sindacato di categoria, Slc Cgil, ha in corso fino al 13 aprile («ma senza risposte andremo anche oltre») una protesta in tutte le sedi pratesi di Poste Italiane con blocco degli straordinari e delle prestazioni aggiuntive, per denunciare, ancora con Degl’Innocenti, «la grave carenza di personale, che ha raggiunto livelli insostenibili per garantire un normale svolgimento delle attività».

I numeri a Prato, presentati stamani in una conferenza stampa, sono impietosi: mancano almeno 10-11 sportellisti e, rispetto al fabbisogno, 21 portalettere. Numeri che tra l’altro, spiegano i rappresentanti Slc Cgil, compensano le assunzioni che ci sono state. Nei 33 uffici postali della provincia, nel giro di breve tempo, si è passati da 499 a 352 addetti, 147 unità in meno (-29,5%), con le situazioni più pesanti, denunciate da Marco Vesigna Slc Cgil Fi-Po-Pt, a Iolo e Montemurlo. A gennaio erano 28 i servizi di recapito privi di copertura con personale stabile, con i portalettere che in due anni sono passati da 103 a 75 unità. «Il servizio – dice Giada Materassi, portalettere e delegata Slc Cgil – è svolto da personale precario, con contratti a tre mesi, sottoposto ad ogni forma di pressione, spostato di continuo da una zona all’altra, e senza, per queste ragioni, una sufficiente conoscenza del territorio», «e non si capisce – rincara la dose Degl’Innocenti – per quale motivo un’azienda come Poste Italiane che ha 110 mila dipendenti e realizza utili da anni, 1,6 miliardi nell’ultimo anno, non assuma personale stabile per un servizio che deve assicurare dodici mesi su dodici. Prato è una delle situazioni più critiche in Italia, sicuramente in Toscana, dove il ridimensionamento di personale non è mancato».

Ma c’è di più: macchinari e attrezzature vecchie, «spesso sabato si bloccano», chiosa Vesigna, che aggiunge: «con file che non di rado superano l’ora, l’ora e mezzo, con le conseguenze negative che ciò comporta», anche in termini di aggressioni verso gli operatori.

«Urgono assunzioni e un nuovo modello di sviluppo e di servizio di Poste Italiane», dicono in coro i tre sindacalisti Slc Cgil. E qui veniamo al secondo punto tracciato da Degl’Innocenti: «Le assunzioni devono servire a migliorare i servizi e a creare condizioni di lavoro sostenibili, ma anche ad attivare nuove strategie aziendali. Noi vogliamo aprire un confronto anche su questo. Poste Italiane, pur essendo una società quotata in Borsa, svolge un servizio pubblico, è una società a maggioranza pubblica, va bene la parte economico-finanziaria, ma c’è bisogno di una estensione dei servizi verso la collettività». Una “casa” dei servizi pubblici nelle parole del sindacalista, che poi può significare aprirsi alla logistica, con piattaforme di servizio per le imprese locali, o al mercato dei pacchi. «Poste Italiane ha una rete così capillare, che può farlo», chiude Degl’Innocenti, che annuncia di voler chiedere un incontro al sindaco di Prato Matteo Biffoni come presidente di Anci Toscana e alla Regione, «perché il futuro di un’azienda come Poste riguarda in prima persona le istituzioni».