Meno tasse sul lavoro. Cgil-Cisl-Uil Prato: “Un primo importante passo verso una riforma dell’Irpef equa e progressiva”. A Prato arriveranno 38 milioni (75 nel 2021) per circa 108 mila lavoratori dipendenti. L’aumento è di 676 euro l’anno per un salario medio

Meno tasse sul lavoro. Cgil-Cisl-Uil Prato: “Un primo importante passo verso una riforma dell’Irpef equa e progressiva”. A Prato arriveranno 38 milioni (75 nel 2021) per circa 108 mila lavoratori dipendenti. L’aumento è di 676 euro l’anno per un salario medio

Trentotto milioni in più da distribuire tra i circa 108 mila lavoratori dipendenti pratesi, che diventeranno 75 nel 2021, con un aumento di 676 euro l’anno per un salario medio. Sono le ricadute pratesi del taglio delle tasse sul lavoro, scattato dal 1° luglio.

«E’ un primo importante passo», dicono a gran voce Cgil, Cisl e Uil, che aggiungono altrettanto a gran voce: «Non ci si deve fermare, bisogna continuare a tagliare le tasse ai lavoratori e iniziare a tagliarle anche ai pensionati».

Le confederazioni sindacali registrano con soddisfazione quello che definiscono «il risultato della lotta e della mobilitazione del sindacato»: 16 milioni di lavoratori avranno da luglio buste più “pesanti” grazie al taglio dell’Irpef, alla riduzione del cuneo fiscale, la differenza tra il costo del lavoro e il salario netto effettivamente percepito. Una platea molto ampia: chi percepisce gli “80 euro” avrà un ulteriore taglio delle tasse di 240 euro l’anno; chi ha un reddito tra i 24 e i 28 mila euro avrà un beneficio mensile di 100 euro; chi guadagna tra i 28 e i 35.000 euro godrà di una detrazione di 80 euro mensili; le retribuzioni tra i 35 e i 40 mila euro avranno detrazioni mensili che si abbassano gradualmente; mentre sono esclusi dal pagamento dell’Irpef i lavoratori con un salario fino a 12.500 euro.

La maggiore circolazione di denaro si riverserà, come detto, anche nelle tasche dei lavoratori pratesi, e nell’economia del territorio. Cifre non indifferenti: secondo stime, che si basano sui dati dei redditi messi a disposizione dal ministero dell’Economia, i quasi 108 mila dipendenti occupati in provincia potranno infatti disporre di 38 milioni di euro in più rispetto all’anno precedente, che diventeranno 75 nel 2021. Che detto in altro modo significa un aumento del reddito medio dei lavoratori dipendenti pratesi, che si aggira normalmente intorno ai 19 mila euro, di 676 euro all’anno.

«Finalmente – dichiarano Cgil, Cisl e Uil – una riduzione dell’imposizione fiscale fatta secondo le prospettive del sindacato, un buon risultato che porterà più soldi e la redistribuzione tra le fasce di reddito più basse. Una misura, che essendo strutturale, attenua anche le forti diseguaglianze economiche degli ultimi decenni»

Il prossimo capitolo per Cgil, Cisl e Uil si chiama riforma generale dell’Irpef: «Bisogna continuare a ridurre il cuneo fiscale e arrivare, quanto prima, a disegnare una riforma fiscale equa e progressiva».