L’etica del lavoro, la solidarietà e lo sciopero politico.

L’etica del lavoro, la solidarietà e lo sciopero politico.

I bancari non sono banchieri. Con questo slogan la categoria ha affrontato il penultimo rinnovo del contratto collettivo, era il 2015 e tante colleghe e colleghi scesero anche in piazza. Dico anche in piazza perché se da sempre, e ancor più nell’immaginario collettivo, questa non è la categoria di lavoratori più frequentatrice di strade e piazze che spesso animano l’agire collettivo delle rivendicazioni in tema di lavoro. Lo dico da bancaria e sindacalista, assumendomi tutta la responsabilità di non essere stata capace di trascinarmi dietro grandi numeri, quasi mai. È per questo che oggi è una giornata doppiamente speciale. Scendono in piazza, infatti, bancarie e bancari del gruppo Banco Bpm della Toscana, La Spezia, Genova, Verona e Venezia, sciopero e manifestazione a Lucca – per Toscana e Spezia – e nelle province del nord. Il motivo? La banca si rifiuta di rimborsare integralmente i clienti a cui sono state fornite informazioni fuorvianti sulle caratteristiche dell’investimento in diamanti, si legge nel comunicato stampa. Anche in questo caso i bancari si smarcano nettamente dai banchieri, che devono assumersi le proprie responsabilità rifondendo integralmente alla clientela gli investimenti, come stanno facendo altre banche. Si chiama solidarietà. Dopo anni di discorsi sul lavoro etico, bilanci etici, nuovo modello di banca, ecco la dimostrazione pratica. Nell’epoca della digitalizzazione, del predominio delle piattaforme su tutto, dell’effetto sostituzione che anche nel settore miete decine di migliaia di posti di lavoro si torna in piazza, con uno sciopero squisitamente politico. Anche questo un bel segnale.

Daniela Boschi