L’obiettivo, ambizioso e dichiarato dal segretario generale della Camera del Lavoro Lorenzo Pancini, messo nero su bianco nel documento per le elezioni amministrative, è avviare un «processo ineludibile per garantire un futuro al territorio, di riorganizzazione della filiera del tessile-abbigliamento e di ridefinizione del suo modello produttivo». La Cgil presenta la sua campagna referendaria per l’abrogazione del Jobs act e delle norme che liberalizzano il lavoro a termine e che non riconoscono la responsabilità dell’impresa committente nei casi di infortuni («lavoro tutelato, dignitoso, stabile e sicuro, è questo il senso dei nostri quattro referendum» dice Pancini), già iniziata davanti a tutte le sedi pratesi della confederazione di piazza Mercatale («sta andando bene – dice ancora Pancini –, invito tutti a firmare anche on line, è semplice, si fa in pochi istanti, bastano Spid o carta d’identità elettronica»). E lo fa non limitandosi a illustrare i quesiti referendari, ma accompagna la raccolta di firme («puntiamo ad averne seimila nella nostra provincia») con un documento («riprende sinteticamente – puntualizza il segretario generale Cgil Prato – il nostro Piano strategico») che sarà consegnato alle liste in lizza per il Comune, nel quale esplicitamente il progetto di dare vita ad “un nuovo modello produttivo su solide basi industriali” va di pari passo con la richiesta di una nuova governance, un “Comitato di distretto”, che insieme a “dare continuità al percorso di concertazione degli ultimi anni, rendendo permanenti i tavoli istituiti (Next Generation Prato, Patto locale sviluppo e potenziamento competenze, DM 10 milioni, Prato Carbon Neutral)”, «sia in grado – spiega Pancini – con la presenza attiva e partecipata di imprese, istituzioni, organismi rappresentativi, ricerca e finanza, di aggregare interessi diversi e fornire servizi specialistici a supporto delle attività e delle imprese, per pianificare strategie che creino legami di rete tra i diversi attori del territorio, migliorando l’efficacia degli interventi, alimentando scambi di informazioni e garantendo buone pratiche, know-how e innovazione».
Il distretto disegnato dalla Cgil, anche nel documento consegnato alle forze politiche in competizione per il governo cittadino, con i desiderata per la futura amministrazione, è un sistema produttivo e sociale vocato all’economia circolare («si tratta di dare seguito alla nostra tradizione di recupero delle materie», chiosa Pancini), che agisce apertamente contro lo sfruttamento del lavoro, («è arrivato il momento – scandisce il segretario generale pratese Cgil – di mettere in piedi un osservatorio permanente»), vuole sicurezza nei luoghi di lavoro, esige il rispetto delle norme dei contratti collettivi e delle clausole sociali negli appalti pubblici («i cantieri devono essere trasparenti, va ripudiata ogni logica di contrasti a cascata»), chiede il completamento delle infrastrutture (terza corsia A11 e sottopasso Soccorso), è per il trasporto pubblico (tranvia da Peretola a Prato Est) e la mobilità “dolce”, rivendica sulla logistica un ruolo pubblico come attrattore di nuova domanda e di nuovi investimenti («l’Interporto non può limitarsi alla gestione degli immobili»), reclama a chiare lettere su sanità e sociale «ospedali di comunità e l’ampliamento delle quote sociali nelle Rsa», richiede per la casa «l’accordo territoriale sulle locazioni abitative, anche come regolatore del mercato degli affitti».





Copyright 2026 | Designed by: CGIL PRATO &