Avrei voluto scrivere un’altra storia oggi, a pochi giorni dalla Giornata Internazionale della Donna, avrei voluto raccontare quanti passi abbiamo fatto, quanta strada è stata percorsa.
Avrei potuto ricordare della Legge 194 che quest’anno compie 40 anni, avrei potuto ricordare le battaglie delle suffragette, delle lotte e delle conquiste delle giovani donne del ‘68 e perché no, avrei potuto svelarvi la storia della mia nonna Dina che femminista lo era senza averne la consapevolezza e come direbbe mio fratello Manuele, una femminista “ante litteram”.
Avrei potuto scrivere di tutte le battaglie ancora da combattere, di quanto ancora c’è da cambiare, dell’importanza dell’uso delle parole e di questa parita’ di genere ancora lontana dal realizzarsi.
Avrei potuto rappresentare il nostro impegno di Donne della Cgil, le nostre iniziative, i nostri progetti e la nostra rete sul territorio, che ci permettono di fare un piccolo passo avanti sulla strada ancora lunga del cambiamento culturale.
Invece, non riesco a non pensare alla tragedie di queste ultime settimane, all’ennnesimo femminicidio e sono sopraffatta da un sentimento di rabbia e di dolore e tutto quello che avrei voluto scrivere mi sembra poca cosa.
Non riesco a non pensare alle due bambine ammazzate ed alla loro mamma, al dolore inimmaginabile di quando si svegliera’.
Ancora violenza e ancora femminicidi e mentre scrivo questa parola mi colpisce che il correttore di word del mio tablet continua a sottolinerla in rosso come parola errata.
La scrivo e la riscrivo FEMMINICIDIO, FEMMINICIDIO, FEMMINICIDIO. ……. a chi potrò dirlo che non c’è nessun errore grammaticale ma c’è l’orrore di una tragedia annunciata ?
A chi potrò dirlo che non può bastare aver fatta la legge sui femminicidi se poi le donne che denunciano lo Stato non sa proteggerle?





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