Festa LiberEtà – Spi Cgil Prato: “Obbligo vaccinale e assistenza domiciliare”

Festa LiberEtà – Spi Cgil Prato: “Obbligo vaccinale e assistenza domiciliare”

“Tutto sommato il sistema ospedaliero, sanitario e pratese, ha retto l’impatto della pandemia, dopo le iniziali incertezze, dovute anche ad un virus sconosciuto, ma il nuovo modello di salute passa dalla sanità di prossimità”: è stato un ritornello quello che lo Spi Cgil, nella sua assemblea provinciale e festa di LiberEtà (la rivista del sindacato pensionati), ha affidato al presidente della Regione Eugenio Giani, che intervenuto alla conferenza su “innovazione nella sanità” al cinema Terminale di Prato, ha annunciato: «L’obiettivo della Toscana, con i 120 milioni che le sono stati assegnati, è aggiungere alle circa 70 Case della salute già presenti sul territorio regionale altre 30 Case di Comunità, previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza».

Luciano Lacaria, segretario generale Spi Cgil Prato, era stato chiaro in apertura dell’assemblea generale: «Il vaccino ha salvato molti anziani, a partire dalla Rsa, il problema è vaccinare tutti, siamo per l’obbligo. La nostra idea generale è che però l’organizzazione sanitaria debba essere sempre più territoriale fino all’assistenza domiciliare, soprattutto per certe fasce di patologie e di anziani. Gli anziani amano stare tra le mura domestiche».

Del resto lo Spi Cgil si era messo avanti, già dallo scorso anno, con il progetto regionale “A casa in buona compagnia”, sul quale, ha reso noto Giani, «stiamo entrando nella fase operativa». La telemedicina è il fulcro di questo progetto, fortemente voluto dal sindacato regionale dei pensionati Cgil e dal suo segretario generale Alessio Gramolati: «E’ necessario un intervento pubblico che indichi le priorità, se andremo in questa direzione realizzeremo una sanità più sostenibile, anche da un punto di vista finanziario. Il perno deve essere la vicinanza, il che richiede l’apertura di grandi innovazioni e di una grande stagione riformista».

Tutte cose spiegate da Susanna Felicetti, che per lo Spi Cgil nazionale si occupa del progetto Socialtechlab. C’è ancora tanto da fare, ha chiarito il segretario generale della Cgil Prato Lorenzo Pancini: «L’innovazione in sanità è stata perlopiù un’innovazione terapeutica-strumentale, basata sulla struttura ospedaliera. C’è l’esigenza di avere una forte innovazione anche organizzativa. La pandemia spinge a sviluppare un sistema assistenziale di risposta non ospedaliero», ad investire, per dirla con l’assessore alle Politiche sanitarie del Comune di Prato Luigi Biancalani, «molto di più sulla cronicità, rispetto a quanto fatto nel recente passato».