Prato, 31.03.2020 – I contratti per le pulizie nelle banche vanno subito rivisti. Con gli appalti al massimo ribasso non si igienizzano le filiali. Filcams e Fisac Cgil non hanno dubbi: le banche presenti sul territorio pratese devono agire «immediatamente per rivedere i contenuti dei contratti per le pulizie, per la maggior tutela delle lavoratrici e dei lavoratori di entrambi i settori coinvolti, nonché di tutta la popolazione che quotidianamente entra nelle filiali e nelle agenzie. La salute prima di tutto, anche del profitto».
E per sostenere questa loro richiesta, i due sindacati della Camera del Lavoro di Prato scrivono un comunicato che è anche la storia di queste lavoratrici (in gran parte donne), addette alle pulizie, per pochi spiccioli: « A volte non se la sentono di uscire di casa nell’orario in cui gli altri staccano per tornare dalla famiglia, per pochi euro l’ora, e andare a pulire per proteggere chi di stipendio ne prende molto di più. Le addette delle pulizie – sono quasi tutte donne quelle che arrivano a chiusura – lavorano quando le filiali si svuotano, sono donne trasparenti, spesso straniere, quasi sempre girano di corsa tra più agenzie. Un giorno sì e uno no, al massimo. I minuti in più non vengono pagati, gli spostamenti non vengono pagati, e arrivare ad avere uno stipendio normale è praticamente impossibile».
La ragione di condizioni di lavoro così dure e poco remunerate è semplice: «Sono anni – scrivono Filcams e Fisac Cgil Prato – che le imprese bancarie tagliano sui costi. I primi a saltare sono stati proprio i costi per le pulizie, appalti al massimo ribasso con le imprese delle pulizie che applicano il contratto Multiservizi, il contratto nazionale con i tabellari più bassi di tutti i settori, che assicura la pulizia ordinaria di locali e scrivanie per poche decine di euro al mese».
Solo che ora, stante l’emergenza sanitaria, queste lavoratrici, le addette alle pulizie, «sono essenziali, proprio come il servizio offerto dagli stessi bancari, perché per decreto ed ordinanza, per accordi e protocolli, le postazioni, al tempo del coronavirus, devono essere igienizzate, pulite bene. Sanificate se necessario, comunque periodicamente. E non solo le postazioni: tutto ciò che viene toccato, tutto ciò che può essere fonte di contagio: maniglie, corrimano, tastiere, macchinette del caffè, distributori dell’acqua, pulsantiere dell’ascensore, bagni, mense, bar interni, zone comuni. E non giornalmente, ma a ogni turno, che non è così raro, oltre tutti i call center interni».
Un «lavoro coscienzioso, a salvaguardia di lavoratrici, lavoratori e clienti», che però «non è fattibile nei tempi previsti dagli attuali contratti di appalto». Da qui la richiesta di Filcams e Fisac: «Le banche presenti sul territorio pratese si attivino immediatamente per rivedere i contenuti dei contratti per le pulizie».





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