Pancini (Cgil) e Caparrini (Cisl): “Fatto grave e inquietante. Bisogna fare chiarezza sul mondo antagonista”
Prato, 23.02.2020 – «Un fatto grave e inquietante», commentano così Erika Caparrini, della segreteria Cisl Firenze-Prato, e Lorenzo Pancini, segretario generale della Camera del Lavoro di Prato, il tentativo di un uomo, risultato partecipare al presidio dei Si Cobas, di entrare armato in Palazzo comunale, durante il Consiglio comunale di ieri, sabato 22 febbraio.
«Occorre fare immediatamente chiarezza – prosegue Pancini – su quanto accaduto. Il fatto che un presunto esponente dei Carc, presente al presidio dei Si Cobas, abbia tentato di entrare in Palazzo comunale con una pistola preoccupa ed inquieta, getta un cono d’ombra e molti interrogativi sul mondo antagonista locale, di cui lo stesso Si Cobas farebbe parte. Non spetta a noi verificare responsabilità individuali penalmente perseguibili, ma non possiamo esimerci dall’osservare come l’aver alzato il livello dello scontro da parte di Si Cobas, che ha cercato legittimazione politica nel nostro territorio, possa essere foriero di episodi che travalicano l’accettabile. Se ce ne fosse stato bisogno, l’episodio conferma e rafforza le ragioni per le quali la Cgil decise di non partecipare alla manifestazione del 18 gennaio. Partiti politici e associazioni che si rifanno ai dettati e ai valori costituzionali non possono legittimare chi pratica il conflitto come fine ed utilizza i lavoratori come strumento di tale azione. Da parte nostra il più sentito ringraziamento agli agenti della Polizia municipale che, come sempre, svolgono in modo egregio il loro lavoro».
«I fatti di queste ultime settimane – dichiara a sua volta Caparrini – non ultimo quello di ieri, sono davvero gravi. Sul territorio pratese il dialogo fra organizzazioni sindacali in materia di lavoro e attenzione alle aziende è da sempre al primo posto. I lavoratori devono aver garantite tutte le migliori condizioni lavorative, retributive e di sicurezza. I lavoratori hanno tutto il diritto di esprimersi, ma nel rispetto delle norme che regolano il diritto di manifestare. Un plauso al sistema di sicurezza della Polizia municipale, anche se un Consiglio comunale fortemente presidiato come quello di ieri non è un bello spettacolo per la democrazia».





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