Prato, 22.03.2020– «Le produzioni non essenziali ed il profitto si devono fermare di fronte alla tutela ed alla salvaguardia della salute dei lavoratori, delle lavoratrici e dei cittadini tutti.». Inizia così la risposta del Segretario Generale della Camera del Lavoro Lorenzo
Pancini alle dichiarazioni di Francesco Marini, vice presidente di Confindustria Toscana Nord, che ha definito sbagliata la scelta del Governo di sospendere le attività non essenziali.
«E’ una scelta, quella del Governo, giusta e necessaria e che risponde a quanto sostenuto da CGIL CISL e UIL relativamente alla necessità di misure restrittive fino alla sospensione di tutte le attività non essenziali. Ciò che è accaduto e che sta accadendo in Lombardia deve essere di monito. Di fronte ad un’emergenza di questa portata non ci possono essere balbettamenti, indecisioni o atteggiamenti irresponsabili. In Toscana siamo ancora in tempo per evitare che i focolai presenti divampino e rendano la situazione ingestibile. La comunità pratese non può certo attribuirsi un carico minore di responsabilità, a partire dal suo gruppo dirigente che dimostra di essere tale, proprio nei frangenti più complicati, assumendo non le scelte più semplici, ma quelle necessarie, spesso le più dolorose.» continua così la nota del Sindacato di Piazza Mercatale che aggiunge «E’ una scelta drammatica, sarebbe folle non pensarlo, ma chiedo a Confindustria di Prato di contattare i propri colleghi di Bergamo, diventata purtroppo la capitale europea del Virus, e chiedere loro se, con il senno di poi, una scelta come questa, meno di un mese fa, l’avrebbero condivisa o meno. Non ho dubbi sulla risposta. Noi ancora non solo possiamo, ma dobbiamo avere la forza di condividere e sostenere questa scelta senza se e senza ma.»
«E’ bene ricordare – conclude la dichiarazione – che resta in vigore il Protocollo firmato lo scorso 14 marzo in cui è scritto che dove si lavora (anche in ciò che il Governo definirà essenziale) si deve lavorare in sicurezza secondo le modalità definite nel Protocollo stesso
e con i dispositivi di sicurezza necessari. La salute prima di tutto, sempre!».





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