«Abbiamo chiesto un incontro al Commissario, a cui vorremmo sottoporre la questione di nove persone che rischiano il lavoro per scelte fatte dal Comune». Dove le “nove persone”, evocate da Fabio Fantini della Filcams Cgil Prato Pistoia, corrispondono al numero di lavoratrici, alcune di loro ancora in servizio a luglio, impiegate, a Prato, nella pulizia di nidi e scuole dell’infanzia comunali, che potrebbero trovarsi da settembre a casa a causa della disdetta dell’appalto con l’impresa (Dussmann) da cui dipendono.
«Un appalto – spiega Fantini – che dovrebbe cessare nella primavera del prossimo anno, ma che terminerà a settembre, come appreso da contatti con l’azienda interessata».
La vicenda nasce con il concorso pubblico («su cui ovviamente non abbiamo nulla da dire»), per titoli ed esami, per 56 “addetti ai servizi scolastici”, indetto dal Comune di Prato nel dicembre dello scorso anno, «di fatto l’internalizzazione di un servizio fin lì affidato ad una cooperativa esterna». Concorso chiuso a gennaio con le assunzioni previste, e con il nuovo personale a cui, tra le altre mansioni, è affidata anche la pulizia delle scuole comunali. «Non hanno preso in considerazione – dice ora Fantini – che il servizio era svolto da un’altra impresa», con le lavoratrici interessate che non hanno potuto partecipare al concorso per mancanza di requisiti, nonostante «vi fosse anche quello delle pulizie», spiega una di esse, Renza Barattucci, che, a bando ancora aperto, proprio per questa ragione, inviò una mail all’ufficio comunale preposto, ricevendo risposta negativa: “No, non potete partecipare”.
Sindacato e lavoratrici hanno però scoperto per caso («non ci sono state comunicazioni ufficiali, né dall’azienda, né dal Comune») che l’appalto per le pulizie non sarebbe stato rinnovato, o meglio hanno fatto un ragionamento che li ha portati a fare la scoperta: «Se fai un concorso che trasforma a tempo pieno un impiego fino a quel momento part time, aumentano le ore di lavoro, e quindi le ore da destinare ad altre mansioni». L’assunto si è dimostrato esatto, è bastato informarsi per far emergere le conseguenze: la disdetta dell’appalto di nidi e scuole dell’infanzia comunali, «dopo circa 20 anni – spiega ancora Barattucci –, e con un paio di noi in attività anche a luglio, visto che i nidi chiudono il 25».
Certo c’è la possibilità del ricollocamento. Ma non è così semplice come potrebbe apparire: «Si tratta di lavoratrici – dice Fantini – con un orario che varia da 20 a 25 ore settimanali, con un’azienda, la Dussmann, che ormai su Prato ha poco. E non è facile spostare, anche in territori vicini, personale con questi livelli di impiego e di salario».
Allora si torna all’inizio, alla richiesta d’incontro già inoltrata al Commissario prefettizio che si è insediato in Comune: «Vorremmo sottoporgli la questione di nove persone che rischiano il lavoro per scelte fatte dal Comune».





Copyright 2026 | Designed by: CGIL PRATO &