LA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO NON SI PRESCRIVE, SI PRATICA

LA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO NON SI PRESCRIVE, SI PRATICA

Ordine del giorno presentato il 19 gennaio all’Assemblea Generale della Camera del Lavoro di Prato da Simona Baldanzi, votato all’unanimità.

LA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO NON SI PRESCRIVE, SI PRATICA
L’8 gennaio 2021 la Corte di Cassazione ha dichiarato prescritte le condanne per omicidio plurimo colposo per la strage di Viareggio in seguito all’esclusione dell’aggravante della violazione delle norme sulla sicurezza nel lavoro.
La sentenza, di cui non conosciamo ancora le motivazioni e pertanto non può essere accuratamente analizzata, prevede il rinvio del procedimento alla corte di appello di Firenze per rivalutare la responsabilità di quasi tutti gli imputati per il solo reato di disastro ferroviario colposo: a distanza di oltre 11 anni dalla strage che causò 32 morti, decine di feriti, gravi danni, un dolore immenso e non rimarginabile per i familiari delle vittime e i sopravvissuti, la giustizia italiana non ha ancora concluso il suo percorso verso la definizione dei responsabili.
Teniamo a sottolineare però come sindacaliste e sindacalisti che il mancato riconoscimento della violazione delle normative sulla sicurezza del lavoro costituisce un pericoloso precedente e ci preoccupano molto le ripercussioni sul mondo del lavoro. Non si può negare che la strage di Viareggio abbia avuto origine sui binari, in un luogo di lavoro e dunque non è frutto del caso, ma di una precisa organizzazione del lavoro, così come avviene nelle innumerevoli morti sul lavoro quotidiane che continuano purtroppo a esserci (+15% nel 2020 secondo i dati INAIL).
Non possiamo accettare che si mettano in dubbio questi principi conquistati e dati per acquisiti dal nostro ordinamento giuridico in decenni di lotte dal movimento delle lavoratrici e dei lavoratori.
In tempi di pandemia il tema salute e sicurezza sul lavoro sembrava tornato sotto i riflettori, sembrava dato per acquisito che avere piena salute e sicurezza nel mondo del lavoro equivalesse a difenderla e mantenerla per ogni cittadina e cittadino.
Ci stiamo rendendo conto che invece, ancora una volta, il profitto rischia di cancellare il valore imprescindibile di ogni vita umana.
Non possiamo mai abbassare la guardia: senza una continua lotta e un lavoro capillare su ogni territorio e ogni settore, senza i controlli o con controlli ridotti all’osso, senza la stabilità del lavoro e un’adeguata formazione, gli infortuni gravi e le morti sul lavoro tornano ad aumentare.
Da parte nostra inviamo piena solidarietà ai familiari delle vittime ribadendo che la loro ricerca di giustizia e la loro battaglia è anche la nostra e daremo pieno supporto a chi è impegnato dentro la nostra organizzazione a battersi in questo processo. Intendiamo rinnovare e rafforzare gli sforzi in tema di salute e sicurezza adoperandoci a riprendere i tavoli sul territorio (anche in modalità a distanza) compromessi dalla pandemia, con l’obiettivo di ripensare e rimettere in piedi progetti collegati con le scuole e la cittadinanza.
Inoltre il dipartimento di salute e sicurezza della Cgil di Prato è impegnato a sviluppare progetti per implementare gli strumenti a supporto delle/dei delegate/i e delle/i RLS/RLST come anche le categorie e le nostre rappresentanze di ogni ordine e grado.
La nostra iniziativa si svilupperà al fine di diffondere la conoscenza della materia ampliando le ore di assemblea e di formazione.