Persone oltre le cose.

Persone oltre le cose.

 

“Le persone oltre le cose”. Così recita la voce fuori campo della pubblicità di un marchio della grande distribuzione. Il consumo viene identificato anche nelle persone. E le lavoratrici e i lavoratori?

Dal 2011 il decreto “Salva Italia” ha liberalizzato aperture e orari del commercio.
Nelle previsioni dovevano esserci nuovi posti di lavoro e punti di PIL tali da portarci fuori dalla crisi, invece il risultato è stato quello di una rincorsa tra i vari gruppi commerciali a chi rimane aperto un minuto in più dell’altro. Dell’aumento dell’occupazione nemmeno l’ombra.
Abbiamo assistito ad un incremento dei contratti a tempo determinato e alla nascita di nuova precarietà con i contratti weekend. Tutti aperti la domenica, nuovo giorno di spesa per le famiglie, ennesimo giorno di lavoro per le lavoratrici e i lavoratori.

Ma la vera frontiera da violare per le aziende erano le festività.
Quest’anno il bambinello nascerà dentro la confezione del panettone, il bue e l’asinello dovranno decidere se scaldare il creaturo o mangiare i canditi.

Non bastavano le 52 domeniche aperte, adesso non ci sono più tabù: dalle 8.30 alle 12.30 il giorno di Natale si potrà tirare su la serranda. Quella serranda la alzerà quella donna, quell’uomo che, costretto magari dal proprio contratto di lavoro, non potrà passare insieme ai propri cari il Natale, come purtroppo ha già fatto a Pasquetta, Ferragosto, l’8 dicembre.

È una deriva.

Siamo rimasti noi ad opporci e per le prossime festività, 25 e 26 dicembre e 1 gennaio, abbiamo indetto lo sciopero. La denuncia non basta più, abbiamo il dovere di mettere in campo tutte le iniziative per cambiare questa condizione. Le sentenze sul lavoro festivo volontario ci stanno dando ragione, ed è una strada, quella vertenziale, che la CGIL continuerà a percorrere per rafforzare in ogni sede la battaglia delle lavoratrici e dei lavoratori.

A questo si aggiunge la questione del contratto nazionale. Sono 4 anni che proviamo ad ottenere un contratto nazionale che tuteli i lavoratori delle aziende che afferiscono a Federdistribuzione.
Abbiamo ricevuto solo promesse non mantenute e azioni unilaterali delle aziende con l’applicazione di un regolamento come contratto. Nel frattempo si sono susseguite procedure di licenziamento, disdette degli integrativi che hanno sancito il peggioramento delle condizioni di lavoro per decine di migliaia di lavoratori.
Anche il contratto nazionale della cooperazione è scaduto da 4 anni e su quel tavolo abbiamo più volte esortato la cooperazione alla firma del rinnovo ma la risposta è sempre stata di chiusura e nelle proposte addirittura regressiva come sul pagamento dei primi tre giorni di malattia.
Una competizione basata sul peggioramento della condizione dei lavoratori, una valutazione miope senza una progettualitá.

Per questi motivi la Filcams Cgil ha proclamato lo sciopero anche per l’intera giornata del 22 dicembre in questi due settori della grande distribuzione (Federdistribuzione e cooperazione).

Chiediamo alle lavoratrici e ai lavoratori di tornare protagonisti delle proprie condizioni di lavoro e del proprio futuro. Così come abbiamo riportato anche nelle tessere della CGIL del 2018, che chiediamo di rinnovare o sottoscrivere per avere ogni giorno, in ogni battaglia, la forza dell’essere tutte e tutti insieme: IL SINDACATO NELLE TUE MANI. TU, NOI, CGIL.