OGNUNO HA IL SUO PASSO

OGNUNO HA IL SUO PASSO

Rientro a casa dopo una settimana di ferie, passata in montagna con tutta la famiglia a fare delle bellissime passeggiate. Mentre rimpiango la frescura delle Alpi affogo in un barattolo di gelato e scarico le foto sul computer. Dallo stereo Dario Brunori mi accusa di non rendermi neanche conto che quelle montagne parto sempre per cambiarle, ma poi mi fermo al primo ristorante e non ci penso più. Non so se ha ragione lui ma mi tornano in mente i tanti pensieri che ho fatto in questa settimana.

Ho camminato quasi sempre da sola. Troppo lenta, col fiato corto per le sigarette e le gambe rigide per la troppa scrivania, per stare al passo con i bambini. Troppo veloce per fare la strada insieme a mia suocera, che ha molta meno scrivania ma qualche anno e soprattutto parecchie sigarette in più. Perché in montagna si sa: ognuno ha il suo passo. E non si può imporre agli altri di camminare al tuo di passo. I più lenti non ce la farebbero e i più veloci, anche se con meno sforzo, ne soffrirebbero comunque. Ognuno ha il suo passo. I più veloci avanti, quasi strafottenti, quasi “stambeccanti”. I lenti dietro, arrancanti, ansimanti. Ma siamo un gruppo, al bivio ci si aspetta, per essere sicuri che tutti prendano la direzione giusta. Se qualche tratto non si riesce a farlo insieme poco importa, i più stanchi possono prendere la seggiovia. L’importante è arrivare. Tutti. Perché se qualcuno rinuncia e torna indietro non è una sconfitta solo per lui. E’ una sconfitta un po’ per tutti. Perché alla fine quel paesaggio, quel panorama mozzafiato, quel ghiacciaio, sarebbe stato molto più bello vederlo tutti quanti.

Stare dentro un’organizzazione sindacale è come camminare in montagna. Non tutti hanno la stessa velocità, non tutti arrivano alla meta nello stesso momento. Ma tutti lavorano per tutti. Perché un diritto conquistato dalle lavoratrici e dai lavoratori di una categoria può fare da apripista per le altre categorie. Sarebbe stupido puntare il dito e far notare quanto è facile per le categorie più forti fare contrattazione. Fare contrattazione, oggi, non è facile per nessuno. Così come non è facile per nessuno mantenere i diritti che nel corso dei decenni lavoratrici e lavoratori hanno ottenuto con grandi lotte e tanti sacrifici. Ma se un diritto lo perde una categoria sarà difficile riacquisirlo, o che qualcun altro lo acquisisca.

Le foto sono belle, meno male. Sorrido: del fatto che ero sempre dietro ne è rimasta traccia. Ho fotografato sempre schiene. Guardo quelle piccole schiene dritte. Quando nella vita vi diranno di rallentare o di stare nel sentiero, come tante volte vi ho detto io in questi giorni, voi giratevi e fate una linguaccia. Se non ci fosse stato qualche sognatore imprudente oggi non avremmo le ferrate e non potremmo riempirci gli occhi di tanta bellezza. Lo dico a loro ma per dirlo a me: se non ci fossero stati lavoratrici e lavoratori imprudenti e sognatori oggi non avremmo un bel niente da difendere.

Daniela Boschi – Segretaria Camera del Lavoro CGIL Prato