120 & Web

120 & Web

In occasione dei 120 anni di vita della Camera del Lavoro di Prato, nata alla fine dell’ottocento e ancora ben in vita nel terzo millennio, abbiamo deciso di rifare ex-novo il sito web della nostra organizzazione territoriale.

Due cose opposte, ma due cose che stanno bene insieme: il passato e la proiezione verso il futuro, verso le nuove generazioni, verso quella modernità che qualcuno concepiva come il sepolcro del sindacato, ma che qualcun’altro invece, a partire dal Papa, vede proprio e ancora come quello sguardo verso gli ultimi che non può non essere il nostro ‘nuovo’ sguardo verso il futuro, …l’avvenire si sarebbe detto un tempo!

Uno sguardo che non nasce solo dai buoni sentimenti (che rimangono cosa buona e giusta) ma anche da una visione del futuro del mondo che non sia racchiusa solo nella grettezza degli orizzonti di una visione economicistica dell’immediato, del capitale arrogante che ‘prende i soldi e scappa’ e si disinteressa totalmente della condizione materiale e sociale delle persone, di una comunità estesa che soffre.

Il sindacato resta! Resta cercando anche forme nuove di comunicare per garantire la circolarità delle informazioni e delle esperienze, perché sa che i lavoratori hanno ancora bisogno, oggi più di ieri, di un appoggio e di un robusto legame solidaristico; che non possono affrontare – in solitudine e nella sproporzione dei rapporti – la forza del potere datoriale.

Questo appoggio si chiama ed è rappresentato dal Sindacato. Quello che c’è, la CGIL come la conosciamo, e quello che vogliamo, che cerchiamo di migliorare, che pretendiamo capace di rispondere in modo efficace alle domande nuove che vengono da un mondo del lavoro che cambia.

Ma un mondo del lavoro dove questo cambiamento, troppo spesso, vuol dire solo tecnologie nuove al servizio dell’impresa, capacità nuove da parte del lavoratore, condizioni di lavoro, diritti, retribuzioni non solo vecchie, ma in cui la parola modernizzazione significa incomprensibilmente restringimento, assottigliarsi delle tutele, scomparsa dei diritti.

Un discorso forse troppo lungo – nello sguardo – per un semplice sito web.

Forse, ma abbiamo deciso insieme, nella CGIL di Prato, di riorganizzare i nostri strumenti di comunicazione attraverso i social network proprio per cominciare da qui, per comprendere nel profondo anche attraverso le possibilità offerte dagli strumenti tecnologici ormai dominanti, i processi sociali in continuo divenire e i bisogni, le esigenze di nuova interazione e rappresentanza sociale. Una nuova apertura verso quel mondo del lavoro frammentato, spezzettato, diviso nell’organizzazione aziendale e in quella dei lavoratori; un’apertura di cui oggi c’è più che mai necessità.

Il mondo è andato avanti, si genera più ricchezza, ma ai lavoratori ne va sempre di meno.

Negli anni della crisi, il potere, e la ricchezza che ne consegue, si sono sempre più ristretti nelle mani di pochi, di pochissimi, lasciando a chi la ricchezza la produce davvero, con la fatica e il sacrificio, solo le briciole.

Una volta, in Italia, un manager di una grande azienda guadagnava 30 volte il salario medio dei suoi dipendenti. Oggi guadagna trecento volte quel salario, ma le aziende che oggi generano mediamente profitti perlopiù non si preoccupano di redistribuire in modo virtuoso i proventi di un risultato positivo e, di fatto, con la complicità di leggi e norme nostrane che lo consentono, non pongono un argine alla disuguaglianza dilagante.

E’ l’ora di dire basta!

Nell’era della ‘numerazione binaria’ pervasiva, intrusiva fino a risultare totalizzante, ma ahimè irreversibile e necessaria per il progresso, è l’ora di tornare a dire che il lavoro degli uomini è prezioso, e per questo suo valore deve essere riconosciuto, promosso, retribuito.